venerdì 23 settembre 2011

Sono partite le trattative per un intervento coordinato di tutte le Banche centrali?

E' terminato il G20 ed è stato emesso un inusuale comunicato-stampa, indirizzato agli operatori sui mercati: cito da Wall Street Italia.

"Ci impegniamo a prendere tutte le misure necessarie per preservare la stabilità del sistema bancario e dei mercati finanziari", si legge nel comunicato del G20, emesso dopo il meeting nella quale si è discusso sulla crisi del debito in Europa. L’impegno è quello di garantire "risposte forti e coordinate a livello internazionale per fare fronte alle nuove sfide dello scenario economico globale".

La parte che ho evidenziato in grassetto è quella più intrigante: può essere che sia la solita dichiarazione di buoni propositi (che, visti i tempi sarebbe non solo ridicola, ma anche irresponsabile), ma io voglio credere - forse illudendomi e sopravvalutando chi ci guida - che siano i segnali per qualcosa di concreto.

E' da tempo che credo che banchieri centrali e governi stiano aspettando il momento giusto per intervenire in maniera inusitata (e concertata), nell'estremo tentativo di fermare o rallentare il collasso finanziario, dove per "inusitata" io intendo un programma coordinato di acquisti a tutto campo da parte delle Banche centrali: questo programma prenderebbe abbastanza di sorpresa la popolazione e gli operatori, inducendoli a ritenere che si voglia monetizzare il debito (cioé fare inflazione), aumentando le aspettative di inflazione ed innescando consumi "preventivi" (cioé finalizzati a fare scorta finché c'è lo stesso potere d'acquisto), che a loro volta aumenterebbero la velocità di circolazione della moneta e quindi porterebbero vera inflazione. E con essa la riduzione del valore reale dei debiti.

Chiaramente sarebbe un massacro, ma non è che l'alternativa - il fallimento a catena - porterebbe a scenari molto migliori: rectius, il fallimento a catena sarebbe il rimedio giusto di lungo periodo (perché sgombrerebbe il campo e farebbe uscire dalla scena i tanti zombies tenuti in vita artificialmente), ma ci farebbe passare qualche anno tremendo; l'inflazione violenta ci farebbe stare male nel breve (ma non quanto il fallimento), mentre nel lungo si potrebbe approfittare del tempo guadagnato, per "smontare" le mille bombe ad orologeria che abbiamo sotto i nostri pavimenti.

Al di là della teoria, il mio pensiero deriva anche da tre premesse/constatazioni:
  1. senza interventi di portata straordinaria, la pista tracciata conduce al default (degli Stati, delle banche e, a catena di imprese e famiglie);
  2. esiste la capacità/volontà di effettuare interventi straordinari; 
  3. governanti e banchieri centrali vogliono evitare a tutti i costi lo scenario 1.
Ma forse io dò troppo per scontato il punto 3, come ad esempio fa notare Rebuffo su Rischio Calcolato.

Il punto qui è che il debito pubblico e privato degli Stati Uniti d’America non può essere restituito se non al prezzo di azzerare il valore del dollaro sui mercati internazionali, un ipotesi inaccettabile che distruggerebbe l’America come superpotenza mondiale. E allora, la logica ci impone di affermare che se il debito non può essere pagato allora NON LO SARA’ (lapalisse?). Ne consegue che gli USA dovranno affrontare una qualche forma di default e trascineranno in un orgia di insolvenza tutto il sitema finanziario globale.

Ben Bernanke, per 2 anni ha preparato il sistema finanziario americano a questo evento creditizio, il dollaro si è svalutato ma non al livello di rendere inaccessibili le materie prime agli americani.

Rileggiamo le parole di Richard Fisher, il presidente della FED di Dallas e componente del board del FED degli Stati Uniti, del 7 Giugno scorso:

FED’S FISHER SAYS DON’T NEED MORE LIQUIIDITY: “THE GAS TANKS ARE FULL”-CNBC -

I SERBATOI SONO PIENI!!!!

Sono tempi interessanti quelli che ci aspettano. Ad ogni modo si vedrà presto se questa Ipotesi Oblicqua ha qualche fondamento. Martedì 9 alle 20.15 (italiane) si riunirà il FOMC (Fed Open Market Comitee) della Fed. Ovviamente l’attesa sarà tutta per capire se verrà annunciato o meno un nuovo round di monetizzazione del debito federale americano. (e basta con questa sigla “QE3″,manco fosse un sequel, cominciamo a dare un nome comprensibile alle cose).

Scommetto i miei 2 centesimi che non ci sarà alcun QE e che questa volta il FOMC non sarà troppo rassicurante. E comincerà la fase dell’insolvenza.

La cosa interessante è che, sull'esito della riunione della Federal Reserve, ci ha preso in pieno e quindi ciò che scrive potrebbe essere seriamente un'opzione sul tavolo.

Onestamente (pensando al mio futuro personale), mi augurerei di avere ragione io, però bisogna anche prepararsi al peggio, comportandosi di conseguenza: come questo si possa tradurre in termini di investimenti, beh, è una bella gatta da pelare!

Ora vediamo come reagiranno le Borse europee...

Tojo 

giovedì 22 settembre 2011

Italians do it better: ridiamoci su!

Mentre le Borse affondano (come ampiamente prevedibile dopo l'esisto sostanzialmente sotto le attese della riunione del FOMC - Deo gratias, ho avuto un sospetto ieri pomeriggio e mi sono trattenuto dal posizionarmi al rialzo!), con abissi impressionanti sui soliti bancari, francesi in particolare (tanto per dire, Credit Agricole -7,65% in questo momento, Societe Generale -7,33%, etc...), facciamoci due risate.

Sono incappato nel penultimo articolo di un altro grandissimo blogger economico-finanziario italiano, Beatotrader ed il suo Il Grande Bluff - inserite anche il suo sito tra i preferiti: soddisfazione assicurata! - ed in particolare in una risposta che l'autore ha dato nei commenti al post stesso.

Cito.

beh anche Ponzi era italiano...
ed anche il creatore del MEGA BUCO NERO DI AIG si chiamava Joseph Cassano...di origine italiana (buco da 200 miliardi...)
ed anche il creatore di bolle immobiliari di Countrywide si chiamava Angelo Mozzillo...
Insomma io credo piuttosto che ci sia un complotto degli italiani contro il mondo civile...:-) :-)

A leggere queste informazioni (che non conoscevo), m'è venuto troppo da ridere: è inutile, dietro a quasi ogni grande cosa della Storia (che sia positiva o negativa), lo zampino di un italiano c'è sempre! :-P

Non solo: siccome noi italiani siamo abituati da secoli a dover escogitare mille trucchi per stare a galla, le magagne degli altri le scopriamo prima e ci facciam fregare meno facilmente.
La prova più lampante di questo è l'esposizione delle banche italiane ai titoli di Stato greci, veramente ridicola, se si pensa a quella di Francia e Germania!

Non posso fare a meno di ricordare ciò che, tra satira e serietà, faceva dire Corrdato Guzzanti alla sua imitazione di Tremonti...


Consiglio di iniziare dal minuto 0.19: buona visione! :-)

Tojo

mercoledì 21 settembre 2011

Riunione FOMC: Tanto rumore per nulla!

E' finalmente terminato l'incontro-fiume del Federal Open Market Committee (FOMC, l'equivalente del Consiglio direttivo della BCE) ed il risultato è stato decisamente scadente, dal punto di vista dei benefici che potrà dare alle Borse domani e nelle prossime settimane.

Poiché in Italia la notizia arriva con ritardi cosmici, sono andato a cercarmi il testo del comunicato-stampa successivo alla riunione (rinvenuto sul sempre ottimo Pragmatic Capitalism, che consiglio a tutti di tenere tra i preferiti), che riporto qui sotto integralmente.

Information received since the Federal Open Market Committee met in August indicates that economic growth remains slow. Recent indicators point to continuing weakness in overall labor market conditions, and the unemployment rate remains elevated. Household spending has been increasing at only a modest pace in recent months despite some recovery in sales of motor vehicles as supply-chain disruptions eased. Investment in nonresidential structures is still weak, and the housing sector remains depressed. However, business investment in equipment and software continues to expand. Inflation appears to have moderated since earlier in the year as prices of energy and some commodities have declined from their peaks. Longer-term inflation expectations have remained stable.

Consistent with its statutory mandate, the Committee seeks to foster maximum employment and price stability. The Committee continues to expect some pickup in the pace of recovery over coming quarters but anticipates that the unemployment rate will decline only gradually toward levels that the Committee judges to be consistent with its dual mandate. Moreover, there are significant downside risks to the economic outlook, including strains in global financial markets. The Committee also anticipates that inflation will settle, over coming quarters, at levels at or below those consistent with the Committee’s dual mandate as the effects of past energy and other commodity price increases dissipate further. However, the Committee will continue to pay close attention to the evolution of inflation and inflation expectations.

To support a stronger economic recovery and to help ensure that inflation, over time, is at levels consistent with the dual mandate, the Committee decided today to extend the average maturity of its holdings of securities. The Committee intends to purchase, by the end of June 2012, $400 billion of Treasury securities with remaining maturities of 6 years to 30 years and to sell an equal amount of Treasury securities with remaining maturities of 3 years or less. This program should put downward pressure on longer-term interest rates and help make broader financial conditions more accommodative. The Committee will regularly review the size and composition of its securities holdings and is prepared to adjust those holdings as appropriate.

To help support conditions in mortgage markets, the Committee will now reinvest principal payments from its holdings of agency debt and agency mortgage-backed securities in agency mortgage-backed securities. In addition, the Committee will maintain its existing policy of rolling over maturing Treasury securities at auction.

The Committee also decided to keep the target range for the federal funds rate at 0 to 1/4 percent and currently anticipates that economic conditions–including low rates of resource utilization and a subdued outlook for inflation over the medium run–are likely to warrant exceptionally low levels for the federal funds rate at least through mid-2013.

The Committee discussed the range of policy tools available to promote a stronger economic recovery in a context of price stability. It will continue to assess the economic outlook in light of incoming information and is prepared to employ its tools as appropriate.

Voting for the FOMC monetary policy action were: Ben S. Bernanke, Chairman; William C. Dudley, Vice Chairman; Elizabeth A. Duke; Charles L. Evans; Sarah Bloom Raskin; Daniel K. Tarullo; and Janet L. Yellen. Voting against the action were Richard W. Fisher, Narayana Kocherlakota, and Charles I. Plosser, who did not support additional policy accommodation at this time.”

Come anche tanti altri (ma questa non è una buona motivazione per sentirsi "in pace con la coscienza"), io pensavo a ben altro, che andasse decisamente nella direzione della monetizzazione del debito pubblico e/o del sostegno diretto al mercato azionario.

Così non è andata e, effettivamente, avevo cominciato a sospettarlo quest'oggi, vedendo gli indici europei andare in profondo rosso, con punte drammatiche per i soliti titoli bancari (Unicredit -2.87%, Credit Agricole -2.38%, Commerzbank -2.51%, BBVA -3.42%), segnale inequivocabile che qualcosa "stava andando storto" (dal punto di vista di chi sperava in una nuova cavalcata borsistica al rialzo) alla riunione della Federal Reserve.

Proprio vedendo questi numeri e facendo il collegamento di cui sopra, per lo meno ho evitato il bagno di sangue, infatti non sono poi entrato sugli ETF replicanti il settore bancario: ora si aspetta e vediamo come reagiscono domani gli operatori (anche se è prevedibile un'ondata di ribassi per tutte le banche che non hanno in portafoglio titoli di Stato USA, gli unici che beneficeranno un poco della decisione di stasera).

In compenso, ho aperto un conto corrente su Bullion Vault, una piattaforma online per comprare e vendere oro fisico a prezzi allineati a quelli del mercato all'ingrosso: ho studiato il sito per parecchi mesi e sembra affidabile, inoltre ha costi piuttosto bassi, possibilitò di scegliere la localizzazione della camera di sicurezza ed infine ti regalano un grammo d'oro quando apri il conto! ;-)


Mmm... Per oggi basta, direi: volevo scrivere ancora qualcosa sulle spiegazioni che mi dò io per la decisione prudente della FED, ma devo chiarirmi le idee anch'io, ergo vado a farmi due passi a piedi.

Buona notte!

Tojo 

martedì 20 settembre 2011

Le Banche centrali hanno deciso di intervenire a tutto campo?

Eccomi qua, di nuovo a scrivere a poche ore dal post in cui annunciavo urbi et orbi l'apertura di questo piccolo diario: sarà la frenesia del neo-convertito, cui seguirà il nulla cosmico? Può essere, nel frattempo qualche veloce commento.

Domani ci sarà l'atteso discorso di Bernanke, dove a mio parere ci dovrà essere o l'annuncio o comunque il suggerimento per una nuova fase di politica monetaria mondiale: per come la vedo io, ai "piani alti" si sono accorti che la crisi dei debiti sovrani non si può risolvere (solo) con l'austerità ed i tagli di bilancio - la Grecia insegna - per tutta una serie di ragioni sia tecniche, sia politiche, sia economiche; ergo, siccome i soldi agli Stati servono ora (mentre gli effetti di tagli e riforme si fan sentire solo con il tempo) e non è attualmente minimamente accettabile che qualche pezzo del "Domino" finanziario collassi - ogni riferimento all'Italia è voluto - l'unica alternativa credibile è una politica di sostegno a tutto campo da parte delle Banche centrali.

Se volessi essere malizioso, direi anche che credo che i banchieri centrali abbiano in realtà già scelto qual è il modo per uscire dalla crisi del debito (anche se non dalla crisi economica), ovvero l'inflazione da monetizzazione, e che la suspance che si è venuta a creare per l'incontro di domani potrebbe anche essere stata (in parte) orchestrata ad arte: poiché inflazione è una parola che fa venire l'orticaria a molti (me compreso), e poiché teoricamente le Banche centrali dovrebbero proteggere le Nazioni proprio dall'inflazione, l'unico modo di rendere "spendibile" (agli occhi dell'opinione pubblica) una simile manovra è di farla passare come l'extrema ratio. Della serie, o così o tutti a casa.

Questo ciò che mi aspetto io. Ma i mercati (o meglio, coloro che movimentano i mercati, visto che sempre di uomini si parla)?

L'andamento delle Borse oggi (positivo su tutti i settori ed in tutti i Paesi europei, con poche eccezioni marginali) sembrerebbe sottointendere che gli operatori non si aspettano la Fine del Mondo (che verrebbe nel caso l'attesa fosse per un sostanziale "arrangiatevi", rivolto ai Paesi indebitati ed in crisi, con conseguente spirale fallimentare) e che quindi, effettivamente, domani Bernanke potrebbe annunciare qualcosa di importante (e positivo).

Ciò che mi ha lasciato perplesso è l'andamento dei principali titoli bancari francesi, che oggi hanno collezionato tutti una lunga scia di perdite che, seppur non troppo vistose, "stonano" visibilmente con il loro rosso, in mezzo a tanto verde (sia degli altri bancari che delle Borse in genere).
Una reazione del genere, per altro omogenea a buona parte del dissestato sistema bancario francese, potrebbe significare che c'è comunque qualcosa di negativo che continua a bollire in pentola e che, soprattutto, gli operatori non si aspettano sarà risolto con la riunione di domani.

Molti in questi giorni han pensato al fatto che la Grecia potrebbe essere lasciata fallire, come ulteriore "giustificazione emotiva" per far partire il piano straordinario delle Banche centrali, ma, se così fosse, non capisco come le banche tedesche (le maggiori detentrici di titoli spazzatura ellenici) possano oggi viaggiare in allegria, al rialzo: se tanto mi dà tanto, anche loro avrebbero dovuto subire perdite.

L'unico indizio che mi viene, che possa distinguere i francesi, è il fatto che sono a loro volta i maggiori detentori di titoli di Stato italiani, che proprio oggi hanno subito il declassamento del rating.

Vedendola così, probabilmente domani comprerò qualche bell'ETF che replichi l'EuroStoxx 600 Banks, visto che dovrebbero essere le principali beneficiarie di un piano straordinario delle Banche centrali, in quanto i loro bilanci sono pieni zeppi di titoli governativi fortemente svalutati, e sarebbero ben contente di non dover iscrivere perdite (per altro enormi) su di essi.

Spero di aver ragione, sia per i soldi che probabilmente guadagnerei, sia perché altrimenti lo scenario macroeconomico diventerebbe davvero poco entusiasmante...

Tojo

InvestiTojo: si comincia!

Oggi è diventato finalmente operativo il mio nuovo conto corrente Fineco (banca italiana che è risulta la migliore, dal mio fallace punto di vista, per coloro che vogliono lanciarsi nel grande casinò degli investimenti in Borsa) e da oggi, quindi, ritorno attivamente nel mondo del trading dilettantistico.

Rsipetto al primo periodo in cui ho fatto qualche investimento, sono cambiate molte cose nel mondo e sono cambiato anch'io: sono meno sprovveduto, ho qualche esperienza e conoscenza in più, ma soprattutto sono diventato più umile.

Motivo per cui, seguendo l'idea del ben più autorevole ed esperto autore del sito Finanza e Politica (che consiglio a tutti di visitare), inizio anche io questo piccolo diario (che ho scherzosamente chiamato L'InvestiTojo, come filiazione de Il PensaTojo), dove cercherò di annotare le mie scelte d'investimento, dando conto del ragionamento che di volta in volta mi avrà portato a farle: ma, soprattutto, vi renderò partecipi dei risultati, che siano positivi o (con grande sofferenza per il mio umano e meschino orgoglio) negativi.

Inizialmente questa rubrica servirà principalmente a me, per tenere traccia di ciò che ho fatto e pensato e così poter fare autocritica, in caso di errori (ed ovviamente bearmi dei miei successi), ma potrebbe divenire interessante anche per chi legge: vuoi per ridere di un investitore dilettante e delle sue castronerie, vuoi per ascoltare un altro punto di vista.

Non aspettatevi granché, comunque, soprattutto agli inizi, perché ci andrò con i piedi di piombo - entrare nel mercato oggi è probabilmente la peggiore idea che abbia mai avuto, ma finché si è giovani si possono fare anche queste cavolate - ma si sa: aspettandosi poco, si è poi più felici se arriva molto.

Con lo scolapasta in testa, vado sul campo di battaglia e vi saluto!

Tojo 

mercoledì 1 giugno 2011

Amministrative 2011: la rivincita del gazebo sulla "buvette"

Avevo inziato un articolo su queste elezioni, ma poi l'ho cancellato: mi sembrava noioso, scontato e dannatamente inutile (tenendo conto che ci saranno almeno 100 milioni di novelli commentatori e politologi in giro per la Rete). Sono poi andato a rileggermi alcuni miei vecchi posts sul blog Lord Tojo ed ho cambiato idea: lì avevo fatto riflessioni intelligenti, cercherò di replicare anche qui.

Per cominciare, è scontato, ma necessario, ricordare che la tornata elettorale ha un solo grande sconfitto, Silvio Berlusconi.
Ma che noia parlare sempre di Berlusconi, ormai dà la nausea anche scrivere il suo nome: andiamo oltre!


Molte considerazioni sono state fatte, molte delle quali assolutamente condivisibili, tuttavia ce ne sono alcune che hanno peccato della frettolosa superficialità di quelli che vincono una grande battaglia e vorrebbero che anche la guerra fosse già finita.


La prima di queste "analisi viziate" riguarda l'individuazione dei veri vincitori delle elezioni.

Stampa, televisione ed internet hanno magnificato ed incensato Vendola, Di Pietro e (in misura assai minore) Grillo, come leaders delle formazioni politiche che sono uscite visibilmente rafforzate e proiettate ad una sempre maggiore importanza sullo scenario nazionale.
A parte che, in ordine di importanza, l'affermazione più clamorosa resta quella del Movimento 5 Stelle (in quanto esso esiste praticamente solo sulla Rete e non ha praticamente altra forma di diffusione delle sue idee), trovo completamente sbagliato associare le vittorie di Pisapia e De Magistris e le notevoli affermazioni dei "grillini" alle sigle SeL, IdV e M5S.

A ben vedere, la vera vincitrice morale di queste elezioni è la (ancora rudimentale e difettosa quanto vogliamo) democrazia diretta, quella fatta, tra le altre cose, dalle primarie e dalle consultazioni via web.
Mai come in questa tornata le scelte-chiave sulle candidature di sindaci e presidenti di Provincia si è giocata ai gazebo o sul pc, piuttosto che alla buvette della Camera o nei "caminetti" di partito: Pisapia ha vinto inaspettatamente non una, ma due elezioni, sicuramente quella "normale" (contro la Moratti ed il centrodestra), ma anche quella più politicamente "rivoluzionaria", ovvero le primarie di coalizione (in questo caso contro il PD).

Fino ad oggi diversi profeti di sventura (spesso con i baffi di D'Alema o gli occhialetti di Follini) additavano i disastri elettorali di PD e centrosinistra al "perverso" strumento delle primarie, inefficaci perché incapaci di essere realmente rappresentative dell'elettorato e quindi di selezionare validi candidati: la scusa normalmente adottata (anche nel caso della sconfitta di Boeri contro Pisapia alle primarie milanesi) è sempre stata che queste consultazioni sono vinte da chi si mobilita di più e, "tradizionalmente", chi vota PD si mobilita di meno di chi vota Sinistra e Libertà od Italia dei Valori. Poi però chi ha "i voti veri" non sarebbero questi ultimi (ma il PD medesimo).
A parte che affermare che chi vota PD sia poco politicamente impegnato suona un po' ridicolo, tenendo conto che i Democratici hanno ereditato la struttura e la disciplina di partito del vecchio PCI, l'intero ragionamento è stato ampiamente sconfessato in questo giro, dimostrando che era soltanto una foglia di fico per non doversi dire la verità. Ed essa è che:
  • i candidati emersi dalle primarie hanno spesso preso delle "scoppole" non perché erano rappresentativi di "frange estremiste", ma perché quasi mai le primarie sono state veramente "libere", bensì sono state sempre intese come lo strumento plebiscitario e "mediaticamente accattivante" per far confermare dal "popolo bue" le "illuminate" scelte dei "professionisti della politica";
  • quando le primarie sono invece vere e non ci sono "paracadute elettorali" da poter aprire, la competizione diventa troppo "rischiosa" per il PD, o meglio per l'attuale intellighenzia, che vuole poter fare tutte le proprie manovre di potere (specialmente sulle alleanze) nel chiuso di una stanza, ma allo stesso tempo fregiarsi del titolo di "partecipativa", chiedendone l'entusiastica approvazione popolare (preferibilmente con "listone unico" di bulgara memoria).
"Eh sì, America!" Si direbbe dalle mie parti...

Facendola breve, accanto al Grande Perdente Berlusconi, possiamo mettere anche un Piccolo Perdente, ovvero Massimo "professionista della Politica" D'Alema, il Grande Oppositore delle primarie ed il fautore delle "alleanze larghe", nonché Grande Teorico del "centro-sinistra con il 'trattino' ".

Tutto questo è potenzialmente una splendida notizia, sia perché (sul breve periodo) la vittoria elettorale di candidati emersi in contrapposizione alle segreterie può significare una maggiore libertà d'azione (in miglioramento) degli stessi, sia perché può essere il segnale che la gente sta smettendo di credere che la Politica sia "un mestiere" (e che, come tale, debba essere fatto da "professionisti" con esperienza pluri-decennale).

Vedremo...




La seconda grande considerazione che ho sentito/letto e che ho trovato assolutamente sbagliata riguarda il c.d. "vento del Nord" (inteso come diffuso sentimento anti-statalista, autonomista se non secessionista, liberista ed insofferente alla rapace ottusità del Fisco nostrano).
Specialmente su Repubblica e sui quotidiani più orientati a sinistra, sono apparse sciorinate e sbrodolate che, ancora una volta, cercano di dimostrare la solita tesi, per cui non esiste una Questione settentrionale e che il voto di ieri è la dimostrazione che la situazione è tornata "alla normalità": come se "normale" fosse solo avere giunte di centrosinistra...

E' tanto vero che il malumore settentrionale è sopito (o peggio, mai esistito) che un recentissimo sondaggio (fatto praticamente in contemporanea con questa campagna elettorale) della sempre ottima GPG di Scenari Politici mostra come non solo l'autonomia fiscale sia ampiamente richiesta da tutto il Nord Italia, ma addirittura la secessione è ritenuta auspicabile dalla maggioranza degli elettori del Triveneto e da una fortissima minoranza (che fiora il 50%) in Lombardia.

A ben vedere, quindi, il voto non è stata una protesta contro le idee (a suo tempo) propugnate da Lega Nord e (in misura molto minore) da Forza Italia e PdL, bensì una sonora critica verso la pressoché mancanza totale di applicazione pratica di quei propositi: non è un caso che la linea-guida da dove l'ammaccata armata berlusconiana vuole ripartire è la ormai mitica (come Avalon) Riforma del Fisco.

Ma ripartire non sarà per niente facile, e non solo perché è sacrosanto non aspettarsi nulla di buono da coloro che non sono riusciti a cavare il famoso ragno dal buco in quasi 20 anni, ma anche (e soprattutto) poiché durante questo lungo periodo la situazione si è gravemente deteriorata: in sintesi, ciò che sarebbe andato bene 15 anni fà (e non è stato fatto), oggi non basterebbe (e comunque dubito si riuscirà a fare) e certi avvenimenti (per altro sempre più frequenti) fan capire quanto tesa sia la corda.


Concludendo, l'impressione generale che ho avuto io è che sia in atto un diffuso, per quanto probabilmente incosciente ed incoerente, desiderio di "affrancamento" dalla politica tradizionale, almeno così come la abbiamo (spiacevolmente) conosciuta in Italia.

Avrei voluto terminare con qualche bella frase ad effetto o pensiero particolarmente profetico e/o intelligente, ma evidentemente non è la serata migliore per i colpi di genio, per cui non mi resta che chiudere qui (e forse ho "allungato il brodo" già anche fin troppo).


Tojo 

sabato 21 maggio 2011

Piano inclinato o fisiologico assestamento? - Prologo

Rieccomi qua: se guardo la data dell'ultimo (nonché primo) post sul nuovo blog, mi viene male... Con me stesso mi ero ripromesso di scrivere una volta alla settimana, ma per adesso il fallimento, in questo senso, è epico!

Ma, bando alle recriminazioni e largo ai fatti!

Prima di passare alla parte più "seria" dell'articolo odierno, una piccola comunicazione di servizio: l'aspetto estetico, la disposizione delle sezioni e finanche le descrizioni testuali sono e saranno oggetto di periodico cambiamento, in attesa di trovare un assetto che mi soddisfi, se non completamente, almeno al 90%.
Per come vedo io le cose, la parte più importante di un blog dovrebbe essere ciò che vi è scritto, tuttavia il successo è anche determinato (purtroppo) dall'estetica, ed anch'io devo concederle un po' di spazio.

  
Venendo a noi (o, più probabilmente, a me, perché dubito ci sia molta gente a leggermi), ciò che ha interrotto il mio "blocco del blogger" quest'oggi è la notizia che le cc.dd. "primavere arabe" sembrano stiano provando a contagiare l'Europa: la Grecia è da tempo che è in subbuglio, la Spagna sembra si stia unendo alle proteste ed addirittura nella gattopardesca Italia qualche mosca bianca pare si sia fatto tentare dal movimento protestatario.

Appena ho letto queste notizie (per altro, nel caso italiano, pesantemente "pompate" da bloggers ed apprendisti demagoghi di vario genere), la prima sensazione che l'istinto ha suggerito al mio cervello è stata "velleitari!"
La giustificazione estesa di questo aggettivo a metà tra il cinico e lo sprezzante è la mia personale convinzione che, per dirla con una battuta, le rivoluzioni non si fanno per la marmellata, ma per il pane.

Da questa primissima (e forse un po' ottusa) considerazione sono partite nella mia testa una raffica di altre riflessioni, che mi hanno spinto anche ad aprire il mio quadernetto-ripostiglio (dove segno gli articoli che mi piacerebbe trattare in futuro sul blog), trovando un appunto su un dilemma che personalmente trovo inquietante e gravido di conseguenze: la nostra decadenza - perché siamo (noi italiani ed in genere noi "occidentali") in decadenza, questo credo l'abbiano capito tutti - è un fenomeno reversibile oppure no?
Sempre per dirla con una battuta (storica), siamo nell'equivalente che fu, per Roma, l'epoca delle guerre civili e della crisi della Respublica, che preparò l'avvento dell'Imperium (e quindi di una nuova fase di grandezza) oppure nel Tardo Impero? Di fronte a noi ci sono Silla, Cesare ed Augusto o Diocleziano, Costantino e Romolo Augustolo?

Voi direte "che c'entra con le proteste di piazza europee?" Fidatevi, c'entra...

La fortissima sensazione che ho io è che esista una sostanziale, seppur poco evidenziata, differenza tra quanto è accaduto (e sta accadendo) nei Paesi arabi - dove, tra l'altro, avrei molto da dire circa la "spontaneità" della catena di rivolte - e quanto sembra stia cominciando ad avvenire nel Vecchio Continente.

La differenza sta nella base rivendicativa delle sommosse e delle manifestazioni: se, ad esempio per Egitto, Tunisia e Siria (la Libia è un'altra storia ancora), la gente (specialmente i giovani) è scesa nelle piazze perché desidera il benessere, ha "fame" di successo e di ricchezza, in Europa ogni manifestazione (per quanto grande e dirompente) trasuda la disperazione di chi, fino a ieri, pensava di avere la fortuna garantita ed invece scopre che non è (più) così.
In breve, a Tunisi si respira la rabbia propositiva di chi sente il momento di fare il grande passo e vuole tagliare il cordone ombelicale con il paternalismo assistenziale dei vari Rais.
A Madrid, invece, si annusa la paura del bambino (le nuove generazioni) cui sono morti prematuramente mamma (stabilità economica) e papà (Welfare State e tutte le certezze granitiche che sembrava dare) e che ora grida disperato in strada, rivendicando che il patrigno zoppo (lo Stato con il suo fardello di debito, eredità del "papà/Welfare") lo adotti e lo metta al sicuro
  
So che possono sembrare pensieri frammentari e con una connessione labile, ma tenete conto che ho praticamente scritto "di getto", comunque è chiaro che tornerò sull'argomento "decadenza sì/no", magari la prossima settimana.

Nel frattempo, vi chiedo: voi vi sentite più "contemporanei" a Silla/Cesare/Augusto oppure a Diocleziano/Costantino/Romolo Augustolo? ;-)


Tojo